L'Albero Sacro Circolo Culturale Arci -

Buddhismo e vegetarianesimo:

"Gli animali uccidono solo quando hanno fame, e questo è un atteggiamento assai diverso da quello degli uomini, che sopprimono milioni di animali solo in nome del profitto".

S.S. il XIV Dalai Lama

Buddha non chiese mai ai suoi discepoli di astenersi dalla carne, perchè mangiare carne già macellata, che proviene da un animale non macellato appositamente per la persona che lo mangia, non può costituire un cattivo karma. Questa questione può sembrare in netto contrasto con il precetto buddhista di non uccidere altri esseri senzienti, ma è da considerare che la regola riguardo al mangiare o no carne, è stata stilata per i monaci, che non compravano il cibo ma lo ricevevano in elemosina già cucinato. Coloro che donavano cibo ai monaci compivano in questo modo un'azione meritoria, il monaco, perciò, non doveva ostacolare la pratica della generosità rifiutando il cibo che gli veniva offerto, proprio come non avrebbe dovuto manifestare gradimento né sgradimento per ciò che gli veniva donato con buon cuore. Accettando carne nella ciotola, doveva solo accertarsi che l'animale non fosse stato macellato appositamente per lui, nel qual caso doveva rifiutare l'offerta di carne. Ma una volta tornato al monastero dopo la questua, il monaco poteva evitare di mangiare la carne se preferiva; ma come scelta personale, senza la pretesa di farne una regola generale.

Se si decide di mangiare carne, o se il proprio fisico lo richiede come alcune volte accade, l'importante è atteggiarsi con rispetto, e buone motivazioni. Possiamo recitare anche un mantra come OM MANI PEME HUNG, e soffiare sulla carne; entro sette settimane dalla morte dell'animale, la sua consapevolezza potrebbe ancora essere presente e sentire che recitiamo dei mantra e che nutriamo sentimenti amichevoli nei suoi confronti. Questo puo' essere di grande aiuto per la rinascita dell'animale. Se questa e' piu' vecchia di sette settimane, per esempio la carne congelata, allora non c'e' piu' alcuna connessione tra la mente ed il corpo dell'animale.

Anche se non prescritta, comunque, l'astensione dalla carne è considerata nel buddismo una cosa positiva se chi la pratica ha l'intenzione di salvare la vita a un essere senziente. È chiaro che se molte persone si astengono dal mangiar carne per tutta una vita, un certo numero di animali non verrà ucciso e risulterebbe automaticamente una riduzione delle macellazioni.

Se in una società tutta la gente ottemperasse ai precetti di non uccidere o di non guadagnarsi da vivere con mezzi che incrementino la sofferenza di altri esseri, non si troverebbe certamente carne in vendita e il vegetarianesimo sarebbe obbligatorio anche senza essere espressamente prescritto.

Così, ogni volta che ci si astiene dal mangiare un piatto di carne, pensando con compassione alla vita che sarebbe stata sacrificata per dare carne da mangiare, si utilizza in modo proficuo questa opportunità per approfondire la pratica della compassione e dell'amorevolezza verso tutti gli esseri senzienti.