Carta
di canapa

estrazione della canapa da
macero -

lavorazione della canapa-delta
del Po 1920-
(Le immagini sono tratte da dal sito
www.indica.it
che le ha a sua volta reperite da: Dino Felisatti, La fatica per
immagini: Il lavoro nella zona del delta del po in epoca contadina
- Rovigo - 1991 e Canapicoltura moderna, a cura del Centro Nazionale
Produttori Canapa, Bologna - 1955)
Si parla sempre molto di ambiente, ma se ne parla
anche molto a sproposito. Infatti, nonostante i tanti dibattiti,
quando c'é una possibilità di sostituire il petrolio
con materie prime naturali e rinnovabili, nessuno se ne accorge.
Eppure una concreta e fondata speranza esiste: questa speranza ci
viene dalla canapa. Con le materie prime della canapa si possono
produrre, in modo pulito ed economicamente conveniente, tessuti,
carta, plastiche, vernici, combustibili, materiali per l'edilizia
ed anche un olio alimentare di altissime qualità. La canapa
è stata, tra le specie coltivate, una delle poche conosciute
fin dall'antichità sia in Oriente che in Occidente. In Cina
essa era usata fin dalla preistoria per fabbricare corde e tessuti,
e più di 2000 anni fa è servita per fabbricare il
primo foglio di carta. Nel Mediterraneo già i Fenici usavano
vele di canapa per le loro imbarcazioni. E nella Pianura Padana
la canapa è stata coltivata per la fibra tessile fin dall'epoca
romana.
La canapa ha un campo vastissimo di possibili utilizzazioni
(più di 50.000 usi) e secondo diversi ricercatori è
la risorsa naturale di maggior valore e più versatile del
mondo. Una importante caratteristica della pianta di canapa è
la sua produttività. E' una delle piante più produttive
in massa vegetale di tutta la zona temperata: una coltivazione della
durata di tre mesi e mezzo produce una biomassa quattro volte maggiore
di quella prodotta dalla stessa superficie di bosco in un anno.
La canapa può essere coltivata ripetutamente sullo stesso
terreno perché non lo impoverisce, bonifica e ammorbidisce
la struttura dei terreni induriti da uno sfruttamento eccessivo
con radici profonde e sottilmente ramificate, può arrivare
sino a 7 metri di altezza, è una barriera ideale contro le
impollinazioni di altre colture (barbabietola in particolare) perché
il suo olio è un antiparassitario naturale, in tre mesi dalla
semina è pronta per il raccolto (e in alcune zone del Pianeta
si possono fare più raccolti l'anno). Molti contadini vogliono
riprendere a coltivare la canapa se non altro perché, data
la sua velocissima crescita, essa sottrae la luce e soffoca tutte
le altre erbe presenti sul terreno, e lo libera quindi da tutte
le infestanti meglio di quanto non sappiano fare i diserbanti.
Una volta estratta la fibra tessile o dopo aver
raccolto i semi, rimangono la stoppa più la parte legnosa
o canapolo, che non si possono considerare solo un semplice sottoprodotto,
ma un'altra importante materia prima. Con la stoppa si può
fabbricare carta di alta qualità, sottile e resistente. Con
le corte fibre cellulosiche del legno si può produrre la
carta di uso più corrente, come la carta di giornale, i cartoni
ecc. Fare la carta con la fibra e il legno della canapa comporta
importanti vantaggi: innanzitutto per la sua enorme produttività
in massa vegetale, e poi perché la si può ottenere
da un'unica coltivazione insieme alla fibra tessile o ai semi.
Un altro grosso vantaggio della canapa è
costituito dalla bassa percentuale di lignina rispetto al legno
degli alberi, che ne contengono circa il 20 % oltre ad un'analoga
percentuale di sostanze leganti. Il processo per ottenere le microfibre
pulite di cellulosa, e quindi la pasta per la carta, prevede l'uso
di grandi quantità di acidi che servono per sciogliere il
legno. Questa operazione, ad un tempo costosa ed inquinante, non
è necessaria con la carta di canapa ottenuta dalla sola fibra,
e per quanto riguarda il legno di acidi ne servono meno della metà.
Inoltre la fibra e il legno della canapa sono già di colore
bianco e la carta che se ne ottiene è già stampabile.
E per renderla completamente bianca è sufficiente un trattamento
al perossido di idrogeno (acqua ossigenata), invece dei composti
a base di cloro necessari per la carta ricavata dal legno degli
alberi. Questi composti chimici sono una delle cause principali
dell'assottigliamento dello strato di ozono nell'alta atmosfera.
In breve:
•Un Ettaro di canapa può produrre
tanta carta quanto 4 ettari di foresta.con 10.000 ettari di Canapa
si ottiene la stessa carta prodotta da 40.000 ettari di bosco;
• la Canapa fornisce 4 volte più cellulosa degli alberi
e diminuisce l'inquinamento ambientale da 4 a 7 volte (per separare
la lignina degli alberi dalla cellulosa sono necessari prodotti
chimici);
• la carta di Canapa (per fare carta da stampa, scatole, sacchetti…)
è più resistente di quella degli alberi o dei derivati
dal petrolio;
• la Canapa dà una carta migliore e…ricresce
continuamente;
• la carta di Canapa è ideale per gli archivi, perché,
essendo priva di acidi, dura centinaia d'anni, mentre quella derivata
dal legno si decompone, lentamente ma inesorabilmente;
• l'alternativa alla carta di Canapa sta dunque nella plastica
dei combustibili fossili o nelle foreste da
disboscare;
|