ed. Amrita - Cesare
Boni

Ma perché la maggior parte della gente vive nel terrore
della morte o negandola: è considerato disdicevole il solo
parlarne, e molti credono che nominandola si rischi di tirarsela
addosso? Con la morte lasciamo il nostro corpo e questo ci spaventa,
e ancora di più ci spaventa lasciare tutte le nostre cose,
gli attaccamenti, insomma , e questa paura è acuita dal fatto
che nessuno sa cos’è.
Nascita e morte sono solo porte di passaggio, -dice il prof. Boni,
e se lo vediamo in questo senso, lo stesso processo di “morte”
si sperimenta anche quando ci si addormenta, quando entriamo nel
sonno, lasciamo il nostro corpo fisico per entrare nel “corpo
di sogno, eppure la cosa non ci sconvolge più di tanto!
Quando sogniamo siamo talmente coinvolti nei nostri sogni, che spesso
viviamo un’altra vita e di quel corpo fisico che giace sul
letto non solo non ne abbiamo consapevolezza, ma non ci importa
un gran che, in sogno abbandoniamo anche quelli che sembrano essere
gli attaccamenti più forti: mogli figli, carriera, denaro
ecc.
La vita è eterna, e non come erroneamente alcuni pensano
con un inizio, una durata e una fine: nascita e morte sono solo
due momenti dello stesso flusso di coscienza. La vita e la Morte
andrebbero viste come un unico meraviglioso ininterrotto flusso
di coscienza, in cui la fine rappresenta l’inizio di un altro
capitolo di vita. Inoltre,- continua il prof. Cesare Boni- , perché
quando decidiamo di intraprendere un viaggio, siamo soliti informarci
su ciò che vedremo, sentiremo, proveremo, ma per un viaggio
ben più impegnativo, lungo e importante, quale l’abbandono
della nostra forma terrestre, di solito non vogliamo o sappiamo
informarci in maniera corretta?
Una conoscenza più approfondita di questo nostro viaggio,
ci porterebbe invece ad un esame più serio della nostra vita,
e poiché la nostra morte dipenderà dal nostro modo
di vivere, si potrà andare sicuramente incontro ad una morte
più serena. |