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Rimanere
ancorati al proprio luogo, averne cura, rispettarne la diversità
e ascoltare lo spirito dei luoghi Ovvie perché in un sistema culturale-sociale-dual-verticistico come il nostro è chiaro che vi sia un desiderio profondo di riequilibrio: in un modo o nell'altro, riemergerà sempre. Noi non siamo solo frutto di questo assetto socioculturale. Monche perché come specie abbiamo scordato di vivere in un mondo più ampio di relazioni. E per un "mondo più ampio di relazioni" non intendo solo ciò che è accanto al nostro "orticello" di ceto sociale, società, Stato: i deboli, gli emarginati, gli immigrati, i diversi, i rifugiati; ma di andare anche oltre sino ad includere "l'Altro": il mondo non umano.
Nei lavori agricoli vuol dire non solo seminare e raccogliere, ma essere consapevoli dell'intreccio che alimenta il mistero della vita. Nei lavori industriali non si tratta solo di produrre beni, materiali ed energie, bensì comprendere e valutare il loro impatto sia alla fonte che al consumo. Nelle politiche non signica semplicente fermarsi a scelte e programmi per soddisfare le richieste di benessere e progresso che arrivano dalla società e dal mercato, piuttosto di valutare e decidere con saggezza, tenendo conto della profonda interconnessione fra la comunità umana e le altre entità presenti in natura. Monti, Fiumi, Minerali, Alberi, Animali, Vento, Sole, Erbe, Odori, sapori, Muschi, Microbi, Fuoco, Arcobaleno, Paesaggi, Boschi, Foreste, Valli, Paludi, Mari, Laghi, Ghiacciai, Suoli. Questo è il Mondo reale più ampio che ci ha allevati, nutriti e ispirati. Questo è il Mondo Reale da cui dobbiamo guadagnarci il nostro "bentornati a Casa". Questa è la consapevolezza del Mondo reale senza la quale siamo destinati ad una vita vieppiù alienante, insana. Non si tratta di concetti anacronistici, antiumani. Anzi infondono un senso di interezza, di direzione, di appartenenza, di ispirazione vitale. Una condizione essenziale per innescare quelle nuove-antiche sensibilità, per comprendere il nostro "essere" sulla terra, e per guidare le nostre azioni verso il "centro" dei problemi e le miserie della società attuale. La sfida sta allora nel completare-arricchire le nostre risposte del senso di relazione con la più ampia comunità senziente. Farlo permette di riapprendere i linguaggi e i modelli primari-selvatici.
Il Bioregionalismo insegna in modo specifico e concreto
partendo da noi stessi e dal posto in cui si vive, sia esso campagna
o città, pianura o montagna o lungo la costa. Comprendere noi
stessi all'interno della più ampia trama della vita del posto.
Conoscerne la storia e le storie, gli scambi, le sinergie e la fonte
dei guasti. Onorare le persone e le culture istruite dal senso di comunità
con la natura circostante. Ecco la premessa e la forza del Bioregionalismo.
Viviamo in un mondo in cui domina il richiamo della mondialità
globale delle politiche economiche di produzione che schiavizza i popoli
e li sradica dai posti d'origine. Il concetto di Bioregione propone
l'esatto contrario. Rimanere ancorati al proprio luogo, averne cura,
difenderlo, rispettarne la diversità e ascoltare lo spirito dei
luoghi: applicare i modi più appropriati di essere nel territorio:
dove seminare, dove costruire, quali vestiti confezionare, quale tecnologia
usare e come rendere grazia alla Montagna, al Fiume, al Bosco, alla
Pianura fertile, al Mare. Non si tratta di creare isole più o
meno felici, più o meno aperte: avulse, però, dal contesto
sociale circostante. Il teatro della pratica Bioregionale è a
tutti i livelli della società. Dalla piccola comunità
di paese al consiglio di quartiere, nelle fabbriche, nei plessi scolastici
e nelle aule della politica. Ma soprattutto l'idea Bioregionale è
pro-attiva: non solo solleva quesiti ma propone attivamente modi, vie
e progetti concreti di interdipendenza sia sociale che ecologica. Il
Bioregionalismo è oltre l'Ambientalismo. Ma attenzione, anche
l'Ambientalismo ha svolto un ruolo importante . Ha denunciato guasti,
ha proposto la preservazione degli ultimi lembi di natura selvaggia,
ha denunciato e vigilato sulla salute della gente, ha evidenziato l'invadenza
e le conseguenze della società tecnologica. Cionondimeno ci stiamo
allontanando sempre più, sia spiritualmente che fisicamente,
dalla canzone della Madre Terra. L'idea Bioregionale si offre come tramite
per comprendere di nuovo le note della canzone e per cambiare sia i
paradigmi della società che il profondo di noi stessi. Da dominatori
della natura a suoi partner. |
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