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Il
Budda ha avuto l’illuminazione che il mondo consiste in un
flusso ricco e complesso di processi interdipendenti. L’illusione
di soggetti e oggetti distinti e indipendenti procede semplicemente
da un’ignoranza egocentrica.
di Ajahn Tiradhammo.
Abbiamo
solo una terra e ogni danno causato si rivolterà contro di
noi.
(S.S. il Dalai-Lama)
Tutti
gli esseri sensibili, dagli insetti più minuscoli ai mammiferi
più grossi, passando dagli esseri umani, sono gli elementi
di una stessa coscienza fortemente gerarchizzata e che dipendono
tutti dal loro ambiente fisico per la loro sopravvivenza.
Gli esseri umani sono solo un piccolo pezzo di un’immensa
tappezzeria di processi solidali. La loro unicità proviene
dalla loro capacità di riflettere e di fare scelte per influire
sul loro futuro e per modificare il loro ambiente per il meglio
- come per esempio nella loro ricerca della verità ultima
o per il peggio -per esempio nella ricerca della soddisfazione dei
loro desideri egoistici. Siccome gli esseri umani sono intimamente
legati al loro ambiente e da questo ne dipendono, ciò che
fanno subire all’ambiente, lo fanno subire anche a loro stessi,
consapevoli o no. La bellezza naturale, la solidarietà con
le altre creature, la vitalità della vita selvatica primitiva,
la purezza dell’acqua e dell’aria, ovviamente sono difficili
da misurare, ma non devono essere sottovalutate nel benessere dell’umanità.
Ogni volta che una pianta o un animale scompare dalla terra, la
vita umana perde in diversità e in creatività.
E’
fondamentale per l’uomo sviluppare il suo Spirito per trovare
la verità e liberarsi dal peso della condizione umana. Basandosi
su un comportamento morale, lo Spirito si nutre con una meditazione
serena e profonda che genera una comprensione più chiara
e più precisa della vera natura della realtà. Ne risulta
una comprensione profonda della verità , del carattere temporaneo,
insoddisfacente e impersonale di ogni cosa, che procura un sentimento
di altruismo, di compassione e di attenzione nei confronti di ogni
essere. Tuttavia, si tratta più di un approccio che ognuno
deve effettuare per se stesso che di un sistema di credenza .
La
casualità etica.
Rimane vero, tuttavia, che la maggior parte degli individui vogliono
trovare la felicità ed evitare la sofferenza. Il Buddha,
perciò, ha lasciato numerosi insegnamenti sul modo in cui
gli esseri umani creano la propria felicità e la propria
infelicità secondo i principi della causalità etica.
Concretamente,
l’intensità della gioia e del dolore che sentiamo risultano
direttamente dalle nostre azioni, cioè dalla nostra morale.
Nel buddismo, il fondamento della moralità è la “Legge
del Karma” , che, letteralmente, significa “azione”.
Il Budda definisce il karma come intenzione, desiderio o volontà.
In altri termini, il valore etico di ogni atto è determinato
dall’intenzione o dal desiderio che lo motiva. Tutti gli atti
volontari hanno potenzialmente un risultato vipaka
(é ciò
che il buddismo chiama il principio di causalità etica. In
termini più semplici, le buone azioni danno frutti buoni,
cioè piacevoli, mentre quelle cattive danno frutti dolorosi).
Tuttavia,
questo processo non è né statico né deterministico,
perché gli esseri umani sono costantemente in azione e quindi
possono modificare o cancellare i risultati potenziali di atti anteriori.
L’accezione buddista del karma è una via media tra
libera scelta e determinismo. Gli esseri umani sono anche influenzati
dal loro condizionamento o dalle loro abitudini ( da cui certe derivano
da una vita anteriore). Per esempio, se uno si arrabbia facilmente,
ha la scelta tra lasciarsi andare o resistere. Ciò dipende,
ovviamente, dalla forza di questa abitudine, dal desiderio di liberarsene
e dall’energia che uno mette per affrontare questo problema
particolare.
Il buddismo
insiste sull’importanza dell’iniziativa e dello sforzo
umano e sulla necessità di assumere la responsabilità
dei propri atti.
L’uomo
deve assolutamente investire una grande energia per sviluppare un
karma buono e salutare e per ottenere il miglior risultato possibile
dalla sua capacità di scegliere una strada benefica per la
sua vita. Per prendere un esempio concreto, tutti i buddisti ritengono
scandaloso fare del male agli animali. I più devoti, quindi
non mangiano carne in certi periodi e, in Asia, addirittura, comprano
animali destinati al macello per liberarli su terre che appartengono
a monasteri. In Tailandia, i preti buddisti, insistendo sul principio
buddista tradizionale di cercare di evitare il male, cominciano
a svolgere un ruolo di primo piano nella conservazione delle foreste,
opponendosi a volte agli organi governativi - molto influenzati
dal modello di vita occidentale - che si interessano solo ai mezzi
per sfruttare le foreste a fini lucrativi.
Armonia
con la natura.
Nella filosofia buddista, la vera natura dell’essere umano
è di cercare di trovare la verità ultima, di liberarsi
dall’egocentrismo e di ritrovare la pace perfetta di una vita
in armonia con tutti i processi interdipendenti che costituiscono
il mondo. La vera felicità nasce dalla rinuncia all’egoismo
avido e da una vita in armonia con la natura, invece del suo sfruttamento
per soddisfazioni egoiste. E’ importante proiettarsi in una
prospettiva a lungo termine e riconoscere il posto e le responsabilità
degli esseri umani nell’ambiente naturale, capire che i nostri
comportamenti hanno un’incidenza sul nostro ambiente e che
quest’ultimo influisce sulla nostra mente.
Se consideriamo
la vita, ci rendiamo conto che essa fa parte di un quadro di relazioni
di causa e effetti intimamente legati (è il principio di
casualità etica). Tuttavia, ed è questo l’aspetto
più importante, possiamo dire che l’essere umano ha
il potere, la capacità e la libertà di effettuare
cambiamenti importanti prima che sia troppo tardi.
Per convincere la società moderna di sovrapproduzione e di
consumo sfrenato a rispettare l’ambiente, è necessario
procedere a trasformazioni sociali e psicologiche fondamentali.
Sarà l’inizio o la conseguenza di un nuovo risveglio
spirituale a fare contrappeso al materialismo eccessivo? Purtroppo,
la natura umana, o così sembra, è di non poter abbandonare
la sua sufficienza in caso di crisi. La crisi ambientale forse l’inciterà
a cambiare.
Fortunatamente,
un numero modesto ma crescente di persone sono pronte a dire “ho
tutto quello che mi serve, grazie”. Esse preferiscono la qualità
di una vita ricca di valori spirituali ad una vita piena di beni
materiali ma vuota di felicità.
A. Tiradhammo
Monastero buddista Dhammapala
Am Waldrand
CH-3718 Kandersteg
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