L'Albero Sacro Circolo Culturale Arci -

Scuola famigliare: il perchè della nostra scelta.

Fare scuola famigliare, è una scelta che a nostro avviso deve essere frutto di lunghe riflessioni, e presuppone la disponibilità a un forte impegno e motivazione da parte di entrambi i genitori, necessita di tempo e soprattutto la volontà di anteporre ai propri momenti liberi prima di tutto l’attenzione verso i figli. Avere il tempo per insegnare ai propri figli, con i ritmi di vita odierni, non è certo facile, da parte nostra abbiamo rinunciato a rapporti lavorativi tradizionali, optando per uno stile di vita più sobrio che con qualche sacrificio o rinuncia in più, ci permette di avere a disposizione più tempo libero da dedicare ai nostri figli e alla loro educazione.

Con la nostra scelta non intendiamo porci in contrasto con la scuola, che offre un servizio importante per quei genitori che non possono o non vogliono occuparsi in prima persona della educazione dei propri figli, ma riteniamo che la scuola con i suoi libri di testo e i suoi programmi, sia obbligata a standardizzare l’insegnamento senza tenere in giusta considerazione le inclinazioni, i ritmi e i talenti di ciascun bambino, facendo anche sì a volte che i bambini non riescano a stare al passo con i programmi svolti.

Educare, nella maggior parte delle culture dominanti consiste nell'immettere, nozioni, fatti e informazioni in cervelli ritenuti vuoti, dunque da "riempire". Di fatto si tratta a nostro avviso di qualcosa di molto diverso: dal latino "ex-ducere", "educare" significa "estrarre", "portare fuori", "condurre dall'oscurità alla luce", e dunque sarebbe vitale predisporre per ogni bambino, un ambiente di fiducia e di gioia nel quale il talento e l'unicità di ciascun individuo abbiano la possibilità di venire alla luce, di esprimersi e di evolvere. Noi siamo convinti che educare non significhi introdurre nei bambini sterili informazioni, in quanto essi hanno in se stessi le potenzialità per diventare veri maestri di vita, se solo li sappiamo ascoltare e permettiamo loro di esprimersi.

Siamo sempre più convinti che oggi si tenda invece a caricare troppo i bambini di nozioni, compiti, impegni, senza tenere conto che loro hanno bisogno di momenti ludici, di riposo e svago libero, è come se cercassimo di farli crescere velocemente prima del tempo! Oggi, tra la scuola, gli impegni extra-scolastici, la televisione e la play-station che spesso rimpiazzano il gioco, il bambino sta perdendo questa grande specificità dell’infanzia.

Noi crediamo anche che sia importante rieducare i bambini al gioco, che ha l’importate funzione di stimolare la fantasia, e soprattutto verso un gioco non competitivo, che serva a sviluppare il senso di cooperazione e solidarietà e il giocare per puro divertimento, a sviluppare l’attività manuale, e la libertà di potersi esprimere per quello che si è senza dover essere per forza valutati e misurati. Per la scuola, ma anche per molti genitori è oggi invece di primaria importanza il risultato della prestazione e quindi una valutazione che porta inevitabilmente alla competizione esasperata.

Uno dei punti più controversi della Scuola Familiare è legato sicuramente alla socializzazione. Per quanto ci riguarda, i nostri figli non hanno alcun problema a relazionarsi sia con i bambini della loro età, che con gli adulti, pur non avendo mai frequentato la scuola materna. Anzi, in diverse occasioni si sono dimostrati di un’apertura maggiore e con un maggiore equilibrio rispetto ad altri bambini che frequentano la scuola pubblica. Ma non si tratta solo della nostra esperienza, diversi studi scientifici e ricerche sono state efettuate sul campo e offrono gli stessi risultati.

Agli inizi questa scelta per noi è stata molto combattuta, perchè ci sentivamo sempre in dovere di giustificarci agli occhi di chi (la quasi totalità delle persone) non la condivideva, la riteneva diffcile, inattuabile o destinata al fallimento. Nel momento in cui invece, abbiamo iniziato ad ascoltare solo quello che era il nostro vero sentire, abbiamo visto crescere dentro di noi sempre più sicurezza e determinazione. La prima persona che ce ne ha parlato è stata Etain Addey, una splendida signora inglese, che lasciato alle spalle un lavoro in una casa farmaceutica nella city, è andata a vivere in Umbria. Ha allevato 4 figli con la scuola famigliare, che ora son tutti già grandi e laureati…. E ci disse un giorno, “Ma è la cosa più facile del mondo… gli insegni a far di conto quando pesi la farina per fare il pane, o gli fai vedere il parto di una capra, gli appendi le lettere per casa e loro come per magia imparano a leggere, è semplice è la cosa più naturale del mondo!” Non ne eravamo di certo convinti che la cosa fosse così semplice, ma la sua teoria ci aveva completamente affascinato. E così è cominciata la nostra avventura……

Per il momento ci sembra tutto veramente semplice come raccontava quella signora inglese di anni fa, ci siamo accorti che spesso siamo noi che ci complichiamo la vita e pensiamo che tutto ciò che non conosciamo o che non è usuale debba essere per forza anche difficile: far scuola ai propri figli può essere semplice come insegnare loro a camminare, a mangiare e a parlare, sono loro che fanno tutto, noi li teniamo per mano solamente, imparando allo stesso tempo anche tanto da loro. Alla base di tutto vi è una cosa molto semplice, ed è far sì che ogni occasione sia giusta per insegnare loro qualcosa di nuovo. La curiosità, la voglia di conoscere e sapere dei bambini è tale, per cui ogni faccenda famigliare, ogni scorcio di vita quotidiana o ogni gioco possono diventare fonte di apprendimento.

Non stiamo dicendo che sia una strada facile e adatta per tutti, questa è una missione e un modo di vita che si sceglie solamente se ci si crede fino in fondo, perché le destabilizzazioni e le difficoltà vengono purtroppo sempre da più fronti, e se non si è determinati , non si può neppure pensare di iniziare.

Claudia Boni e Fabrizio Franchini