|
![]() |
|||
|
Dalla Prefazione del libro "La Medicina della Consapevolezza" di
Gabriella
Mereu Un giorno, durante una visita omeopatica ad un paziente che non riuscivo a curare dalla sua allergia, mi venne un'idea: pensai, se l'omeopatia non è un rimedio ma un principio, io allora questo principio potrei usarlo anche solo verbalmente. Cioè, se come ho tante volte constatato durante la mia esperienza di medico omeopata, la malattia è sempre, o quasi, di origine psicosomatica, io potrei applicare la legge dei simili (curare il male con lo stesso male), che è alla base della medicina omeopatica, non con un preparato omeopatico, ma con le parole. Avevo altresì
imparato che la malattia è un'espressione che non fa altro che
rivelare in maniera metaforica un vissuto emozionale, che ha portato
alla malattia stessa. Per poter
sciogliere la metafora bisogna avere doti e conoscenze analogiche. Io
ho la fortuna di averle, perché, essendo grafologa, da diciassette
anni riesco a ricavare il carattere di una persona leggendone e interpretandone
la scrittura. La grafologia è, infatti, una scienza che si applica
su basi analogiche. Questa espressione-metafora
me la rivela lo stesso paziente con un suo linguaggio che, come ogni
lingua, ha la caratteristica di un parlare collettivo in cui ogni parola
ha un preciso significato, simile per tutti gli individui che l'adoperano. Il linguaggio metaforico del paziente è bellissimo e commovente e io l'ho denominato "pazientese". Più ne raffino la conoscenza, più aumentano le mie capacità terapeutiche attraverso esso. |
|
| ©2003 Albero Sacro |