Piantiamo
un miliardo di alberi per il nostro Pianeta!!!!!
L’UNEP
(United Nations Environment Programme, l’Organismo delle Nazioni
Unite per l’ambiente), ha lanciato la campagna “Un
miliardo di alberi per riforestare il pianeta". Riuscire
nell'impresa di piantare un miliardo di alberi, porterebbe a un
assorbimento di circa 250 milioni di tonnellate di anidride carbonica
responsabili dell'innalzamento delle temperature. Una quota piccola,
ma non trascurabile, se si calcola che l'Europa stando al Protocollo
di Kyoto dovrebbe ridurre entro il 2012 l'8% dei suoi 35 miliardi
di tonnellate di anidride carbonica prodotti annualmente.
Quando togliamo qualcosa alla terra,
dobbiamo anche restituirle qualcosa. Sarebbe cosa giusta e ragionevole
offrire alla terra semi e germogli, sostituendo così quelli
che abbiamo distrutto.
Dobbiamo imparare una cosa: non possiamo sempre prendere, senza
dare di persona.
E dobbiamo dare a nostra madre, la Terra, sempre, tanto quanto le
abbiamo tolto.
Jimmie C. Begay, indiano Navajo
Perchè
piantare alberi:
Nella natura ogni
elemento ha la sua importanza: l’acqua, le rocce, l’aria,
i vegetali e gli animali. Come in un mosaico ogni elemento ha un
suo ruolo ed è collegato a tutti gli altri; per questo viene
chiamato ecosistema, e gli alberi rappresentano l’anello fondamentale
per la vita sul pianeta Terra.
Gli alberi assorbono anidride carbonica restituendo all’ecosistema
ossigeno, elemento indispensabile per la vita, vapor acqueo e humus
che rende fertile il suolo (un solo albero assorbe 10 Kg di anidride
carbonica all’anno nei suoi primi dieci o venti anni di vita)
.
La presenza degli alberi è fondamentale per combattere anche
l’effetto serra, una delle maggiori minacce per la vita del
pianeta. Questo fenomeno è proprio causato dall’eccessiva
presenza nell’atmosfera di anidride carbonica che imprigiona
i raggi solari – una volta giunti al suolo – impedendo
al calore di tornare nello spazio in giusta quantità.
Gli alberi inoltre svolgono una importante azione di protezione
del suolo, dall’erosione causata dall’acqua piovana.
Con il loro vasto sistema di radici che affondano nel terreno, "trattengono"
il suolo e lo proteggono compattandolo. In un bosco infatti l’erosione
è ben 16 volte inferiore rispetto a quella che colpisce un
nudo terreno.
I loro rami infine ospitano mille specie diverse di altri organismi:
funghi, insetti, uccelli, scoiattoli, e nello stesso tempo proteggono
le colture perché gli animali che lo abitano sono predatori
anche di insetti nocivi dei campi coltivati.
Gli alberi sono sempre
stati considerati sacri, e ad essi venivano dedicate preghiere perchè
si vedeva in loro l'espressione del divino, e oggi a maggior ragione
devono esserlo considerati ancora di più sacri. Dovremmo
proteggerli e ringraziarli ogni giorno per la funzione vivificante
da essi svolta per la nostra atmosfera: niente alberi, niente vita
sulla terra. Claude Lévi-Strauss, antropologo francese ha
scritto: "Da aperta che era un tempo, l'umanità
si è sempre più rinchiusa in sé stessa. La
visione antropocentrica non riesce a vedere, al di fuori dell'uomo,
altro che oggetti. La natura nel suo complesso ne risulta sminuita.
Un tempo, in lei tutto era un segno, la natura aveva un significato
che ognuno nel suo intimo percepiva. Avendolo perso, l'uomo di oggi
la distrugge e con ciò si condanna."
Le
foreste ieri e oggi:
Una delle reazioni che si possono avere di fronte
a fenomeni impressionanti come la distruzione della natura, è
pensare che non ci sia nulla da fare. Ognuno sente che sta succedendo
qualcosa di grave, che il clima impazzisce, il caldo aumenta, il
territorio si deteriora, ma pensa che così va il mondo, purtroppo.
Non è vero! Ogni singola persona può contribuire a
cambiare le cose nel suo campo, se ha abbastanza informazioni
e voglia di non lasciarsi trascinare inerte verso la catastrofe



«Portami un frutto da
quell'albero».
«Eccolo».
«Aprilo».
«L'ho aperto».
«Cosa vedi al suo interno?».
«Dei piccolissimi semi, o venerabile».
«Aprine uno».
«L'ho aperto».
«Cosa vedi al suo interno?»
«Nulla di nulla».
«Figlio mio, da codesto nulla di nulla, in verità,
nasce quest'albero maestoso.
Da codesto nulla di nulla è costituito ciò che esiste:
quello è il reale, è l'essenza.
Quello sei tu, Svetaketu».
(Chandogya Upanishad - © copyleft perle.risveglio.net)
La voce dell'albero
L’albero parla, ma tu non sai
più ascoltarlo uomo,
t’allontani dalla verità.
Fermati al suo cospetto
ora che il vento culla le sue fronde
e sibila fra i suoi rami.
Ammira la sua nuova cima ballerina
danzar con le nuvole,
le sue tenere foglie giuocar col sole
in una giostra di luci ed ombre
che animano il suolo.
Respira il suo intenso profumo
e riposa alla frescura della sua grande ombra.
Abbandonati alle sue parole uomo
e riconosci la tua umiltà in
questo mondo, di cui sei figlio e non padrone.
Piero Dell’Aversana, tratta da "Lato Selvatico",
la rivista della Rete Bioregionale Italiana
|