Quale
sale sulle nostre tavole?
Articolo tratto dal
giornale "L'Albero Sacro" nr. 7
Non è un caso che tutti gli elementi naturali
presenti nell’organismo umano si trovino anche nel sale. Senza
sale la vita è impossibile: eppure oggi è diffusa
la convinzione che il consumo di sale faccia male alla salute.
Questo dipende dal fatto che il sale da cucina, prevalentemente
cloruro di sodio, non ha più nulla a che vedere con l’elemento
allo stato originario, ovvero con ciò che serve per vivere.
L’importanza del sale naturale per il mantenimento
del nostro organismo diventa evidente se paragoniamo l’acqua
del mare col nostro sangue. L’acqua di mare contiene infatti
84 elementi, gli stessi che sono contenuti nel nostro organismo
e che sono anche vitali per lo stesso.
Non è quindi per insaporire che dovremmo imparare ad assumere
il sale, o almeno non solo, ma per le vibrazioni che esso contiene
e che corrispondono a quelle del nostro corpo.
Occorre per questo conoscere meglio questo alimento al quale si
tende sempre a dare poca importanza, se non quando questo ci causa
gravi patologie.
Solitamente il sale da cucina viene ripulito chimicamente
e ridotto a cloruro di sodio. I minerali e gli oligoelementi essenziali,
considerati impurità, vengono così eliminati.
Senza coagenti naturali (minerali/oligoelementi scartati ) che servono
come equilibranti della sua struttura, il sale diviene così
"aggressivo", nel senso che cerca di unirsi a sostanze
che gli ridiano questo equilibrio prezioso. Nel corpo umano trova
potassio, calcio, magnesio, ecc., che hanno emanazioni energetiche
(onde elettromagnetiche con frequenze specifiche) in grado di favorire
la stabilità energetica della sua struttura.
Per evitare la sottrazione di elementi necessari al processo vitale,
il nostro organismo cerca allora di eliminarlo, sovraffaticando
così gli organi escretori.
Quindi, cerca di isolare quello che non riesce ad espellere, circondando
i cristalli con molecole d'acqua intercellulare (si calcola che
occorrano circa 23 grammi d'acqua per ogni grammo di cloruro di
sodio), che lo scompongono in ioni di cloro e sodio.
Le cellule, private dell'acqua "di servizio", perdono
così energia e muoiono. Questo spiega il senso di sete che
danno i cibi salati: il nostro organismo "chiede aiuto".
Meglio non consumare anche quei sali che sono “arricchiti”,
ad esempio con iodio, fluoro, carbonato di calcio e magnesio, idrossido
di alluminio, E535, E536, E540, E550, ecc. che aumentano maggiormente
l’aggressività del sale stesso.
Il sale cristallino dell’Himalaya, invece,
non solo è un sale marino integrale che è privo di
sostanze inquinanti e delle loro risonanze (si è formato
ca. 250 milioni di anni fa!), ma le pressioni immense a cui è
stato sottoposto (simili a quelle che nei composti di carbonio hanno
formato i diamanti!) hanno anche mutato la sua struttura trasformandolo
in cristallo.
Sia per ingestione che per contatto, il sale cristallino dell’Himalaya,
è in grado di trasmetterci tutta la sua energia vitale e
perfettamente assimilabile.
Le sue caratteristiche lo rendono completamente diverso dal sale
marino: l’assunzione di questo sale tramite “soluzione
idrosalina” può avere effetto equilibrante sugli acidi
e alcali, può regolare la pressione del sangue, migliorare
le affezioni della pelle, pulire l’intestino e depurare il
corpo da accumuli tossinici.
Questo sale viene estratto manualmente, e successivamente
ogni cristallo viene lavato in acqua purissima di sorgente ed asciugato
al sole. Con un lavoro di grande impegno e pazienza, il cristallo
di sale viene poi macinato a pietra e preparato per essere spedito.
La compagnia titolare delle miniere che viene certificata
dal marchio “Wasser &Salz“, alla quale noi come
gruppo di acquisto ci siamo rivolti, oltre a certificarne la qualità
e il metodo di estrazione, condivide la nostra attenzione alle questioni
etiche e collabora nel rispetto delle direttive internazionali sul
lavoro dei minori.
Questa certificazione inoltre garantisce il consumatore che si tratta
di puro sale cristallino dell’Himalaya e non di comune salgemma
proveniente dalle miniere tedesche o polacche, che presenta la tipica
colorazione rosa, ma che ovviamente non è conforme ai parametri
del codex alimentarius e non puo essere venduto come sale alimentare.
(Informazioni tratte dal libro “Acqua e Sale
di Barbara Hendel e Peter Ferreira”, reperibile insieme al
sale cristallino dell’Himalaya presso la nostra associazione
per i soci Arci)
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